Con la Legge 17 marzo 2026, n. 37, il legislatore interviene sulla disciplina dell’affidamento dei minori modificando la Legge 4 maggio 1983, n. 184, con un obiettivo preciso: rafforzare il controllo pubblico e garantire il superiore interesse del minore.
Non si tratta di una riforma “lavoristica” o “fiscale”, ma di un intervento organizzativo e di sistema, con effetti indiretti anche per aziende e consulenti, soprattutto nei casi di lavoratori coinvolti in percorsi di affido.
La norma si muove in coerenza con la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo (ratificata con la Legge 27 maggio 1991, n. 176) e rafforza un principio chiave:

    • il minore deve crescere in un contesto familiare, non in istituto

Per farlo, lo Stato introduce strumenti di:

  • monitoraggio
  • controllo
  • tracciabilità dei collocamenti

 Le principali novità della Legge n. 37/2026
1.Registro nazionale delle famiglie affidatarie
Viene introdotto il nuovo art. 5-ter nella Legge n. 184/1983.

Novità Contenuto Obiettivo
Registro nazionale Raccolta dati su famiglie affidatarie, comunità e istituti Monitorare il fenomeno
Dati raccolti Numero minori, strutture, disponibilità Evitare collocamenti impropri
Gestione Dipartimento Politiche della Famiglia Coordinamento nazionale

Primo vero sistema nazionale di controllo centralizzato.

2.Registro presso i Tribunali

Introdotto il nuovo art. 9-bis.

Novità Contenuto Impatto operativo
Registro per ogni minore Tracciamento completo della storia del collocamento Maggiore trasparenza
Dati registrati Provvedimenti, incontri, modifiche, interventi Controllo continuo
Comunicazioni Invio dati al Ministero della Giustizia Monitoraggio statistico

Si passa da gestione “caso per caso” a sistema tracciato e verificabile.

3.Nuovo Osservatorio nazionale

Istituito dall’art. 2 della legge.

Funzione Contenuto Effetto
Analisi dati Studio dei dati raccolti Individuazione criticità
Segnalazioni Possibili affidi impropri Attivazione controlli
Relazione annuale Report al Parlamento Indirizzo politico

Introduzione di un livello ispettivo indiretto.

Cosa cambia davvero (lettura tecnica)
La riforma non modifica:

  • i presupposti dell’affidamento
  • i diritti del minore
  • il ruolo dei servizi sociali

Ma cambia profondamente:

  • il livello di controllo pubblico
  • la tracciabilità delle decisioni
  • la responsabilità delle istituzioni

Impatto per aziende e consulenti del lavoro
Qui serve essere chiari: la norma non introduce obblighi diretti per il datore di lavoro, ma può avere effetti indiretti.

Situazioni rilevanti

Ambito Possibile impatto
Lavoratori affidatari Maggior coinvolgimento in percorsi di affido
Permessi e congedi Possibili richieste legate alla gestione del minore
Welfare aziendale Supporti a genitorialità non biologica

Il tema è più organizzativo che normativo.

Focus richiesto: TUIR e maternità
Qui è fondamentale essere rigorosi.
Domanda chiave
La Legge n. 37/2026 modifica il TUIR o la disciplina della maternità?
Risposta: NO
Non risultano modifiche:

  • al D.P.R. n. 917/1986 (TUIR)
  • al D.Lgs. n. 151/2001 (Testo unico maternità e paternità)

 Attenzione però (lettura evolutiva)
Anche se la legge non modifica direttamente TUIR o maternità, introduce un principio rilevante:
equiparazione sostanziale tra genitorialità biologica e sociale
Questo, nel medio periodo, può incidere su:

  • interpretazioni INPS
  • estensione di congedi
  • politiche aziendali