La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) prevede l’applicazione automatica delle imposte sostitutive su determinate componenti della retribuzione agevolata, assegnando al datore di lavoro – in qualità di sostituto d’imposta. Pur essendo orientato alla semplificazione, l’automatismo fiscale non elimina le criticità operative.

La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) consolida l’impostazione dell’applicazione automatica delle imposte sostitutive su specifiche componenti della retribuzione agevolata, attribuendo al datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, un ruolo centrale nella corretta individuazione dei presupposti e nella gestione dei limiti quantitativi e soggettivi. L’automatismo fiscale, sebbene finalizzato alla semplificazione, non elimina le criticità applicative e rende particolarmente delicata la fase dei conguagli di fine anno, nella quale emergono spesso richieste di riliquidazione o situazioni di superamento delle soglie previste dalla normativa.

Cinque sono gli scenari che possono presentarsi.

Scenario n. 1 – Premi di risultato e superamento del limite annuo di 5.000 euro

1) La situazione
Nel corso del 2026 il lavoratore percepisce premi di risultato che, sommati progressivamente, oltrepassano il limite annuo di 5.000 euro, soglia massima entro la quale è consentita l’applicazione dell’imposta sostitutiva agevolata.

2) Come va gestita
Il datore di lavoro è tenuto a monitorare costantemente l’ammontare complessivo dei premi erogati nel corso dell’anno.
L’agevolazione può essere applicata solo fino al raggiungimento del limite, mentre la quota eccedente deve essere assoggettata a tassazione ordinaria IRPEF, interrompendo automaticamente il regime sostitutivo.

3) Sanzioni e rischi
L’applicazione dell’imposta sostitutiva oltre il tetto previsto espone il datore di lavoro a recupero dell’imposta non versata e relative sanzioni, con responsabilità diretta in qualità di sostituto d’imposta.
Il lavoratore può subire conguagli a debito e la perdita parziale del beneficio fiscale.

Scenario n. 1 Sanzione per il datore di lavoro Cosa deve fare il datore di lavoro
Premi di risultato oltre 5.000 euro Recupero imposta e sanzioni per errata applicazione dell’agevolazione Applicare l’imposta sostitutiva solo entro il limite annuo e assoggettare l’eccedenza a IRPEF ordinaria, monitorando l’importo su base progressiva

Scenario n. 2 – Detassazione dei rinnovi contrattuali su straordinari e festività

1) La situazione
A seguito del rinnovo del contratto collettivo viene riconosciuto un incremento retributivo agevolabile. Sorge il dubbio se la detassazione possa estendersi anche alle maggiorazioni collegate a straordinari o lavoro festivo, calcolate sulla nuova base contrattuale.

2) Come va gestita
La detassazione deve essere limitata esclusivamente alla quota di incremento retributivo contrattuale “puro”.
Le maggiorazioni per straordinari e festività non rientrano automaticamente nel perimetro agevolato e devono essere trattate separatamente dal payroll.

3) Sanzioni e rischi
Un’applicazione estensiva e non consentita dell’agevolazione comporta recupero dell’imposta e sanzioni per errata ritenuta.
Il lavoratore può subire recuperi sul netto e incertezza sulla corretta qualificazione fiscale delle somme.

Scenario n. 2 Rischio per il lavoratore Cosa deve fare il datore di lavoro
Rinnovi contrattuali su straordinari e festività Recuperi fiscali e riduzione del netto Applicare la detassazione solo alla quota di incremento retributivo contrattuale, escludendo le maggiorazioni

Scenario n. 3 – Detassazione turismo e ristorazione e superamento della soglia di reddito

1) La situazione
Nel settore turismo e ristorazione il datore di lavoro applica correttamente la detassazione nel corso dell’anno sulla base del reddito presunto.
A consuntivo emerge il superamento della soglia di reddito complessivo, anche per redditi ulteriori non noti al sostituto.

2) Come va gestita
Il datore di lavoro non è tenuto a rettifiche retroattive se ha operato correttamente sulla base dei dati disponibili.
La regolarizzazione compete al lavoratore, che deve riassoggettare le somme a tassazione ordinaria in dichiarazione.

3) Sanzioni e rischi
Nessuna sanzione per il datore di lavoro.
Il lavoratore rischia sanzioni e interessi in caso di omessa regolarizzazione e possibili recuperi automatici.

Scenario n. 3 Rischi per il lavoratore Cosa deve fare il datore di lavoro
Superamento soglia turismo/ristorazione Sanzioni e interessi se non regolarizza Nessuna rettifica retroattiva se l’imposta è stata applicata correttamente

 Scenario n. 4 – Detassazione degli straordinari non applicata e richiesta in sede di conguaglio

1) La situazione
Durante l’anno il datore di lavoro, per cautela o incertezza interpretativa, non applica la detassazione sugli straordinari, pur in presenza dei presupposti normativi.
In sede di conguaglio di fine anno, il lavoratore chiede la riliquidazione retroattiva delle somme.

2) Come va gestita
Il datore di lavoro può procedere alla riliquidazione solo se i requisiti risultano chiaramente verificabili e le somme agevolabili sono puntualmente individuabili.
In mancanza di tali condizioni, non sussiste un obbligo di applicazione retroattiva, restando possibile il recupero del beneficio in dichiarazione dei redditi.

3) Sanzioni e rischi
La mancata applicazione di un’agevolazione non comporta sanzioni per il datore di lavoro.
I rischi sorgono invece in caso di applicazione indebita del beneficio. Il lavoratore può subire una perdita temporanea del vantaggio fiscale.

Scenario n. 4 Rischi per il lavoratore Cosa deve fare il datore di lavoro
Straordinari non detassati e richiesta a conguaglio Gestione fiscale autonoma e ritardo nel beneficio Applicare la detassazione in conguaglio solo se requisiti e importi sono certi; nessun obbligo in caso di incertezza

Scenario n. 5 – Premi di risultato e richiesta di tassazione ordinaria a fine anno

1) La situazione
Nel 2026 il datore di lavoro applica correttamente l’imposta sostitutiva dell’1% sui premi di risultato.
A fine anno il lavoratore chiede di sostituire il regime agevolato con la tassazione ordinaria, ritenendola più conveniente ai fini delle detrazioni.

2) Come va gestita
L’opzione per la tassazione ordinaria deve essere esercitata prima dell’erogazione delle somme.
Una richiesta tardiva può essere accolta solo se tecnicamente gestibile e prima della chiusura del conguaglio. In caso contrario, il regime già applicato resta valido.

3) Sanzioni e rischi
Nessun rischio per il datore di lavoro che abbia operato correttamente.
Il lavoratore non ha un diritto automatico alla riliquidazione e potrà eventualmente recuperare il maggior carico fiscale in dichiarazione.

Scenario n. 5 Rischi per il lavoratore Cosa deve fare il datore di lavoro
Premi di risultato e richiesta tardiva di IRPEF ordinaria Nessun diritto automatico alla riliquidazione Può negare la richiesta se tardiva o non gestibile; recupero demandato alla dichiarazione