È stata raggiunta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL ANIA, il contratto nazionale applicato al personale delle imprese assicuratrici. L’intesa, sottoscritta nella notte del 13 maggio 2026 da ANIA e dalle organizzazioni sindacali First Cisl, Fisac Cgil, FNA, SNFIA e Uilca, avrà vigenza dal 1° gennaio 2025 al 31 maggio 2028 e sarà ora sottoposta alle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori per la discussione e l’approvazione.

Il rinnovo interviene sia sulla parte economica sia su diversi istituti normativi, con l’obiettivo di rafforzare il potere d’acquisto, confermare l’impianto delle classi di anzianità e introdurre nuove misure in materia di organizzazione del lavoro, inclusione, genitorialità, intelligenza artificiale, appalti e tutela delle professionalità.

Aumenti retributivi: 280 euro a regime in tre tranch

Il punto centrale dell’accordo è l’aumento retributivo a regime di 280 euro mensili, calcolato sul quarto livello, settima classe. L’incremento, pari all’11,48%, sarà riparametrato sugli altri livelli contrattuali.

La decorrenza è articolata in tre passaggi: 100 euro dal 1° gennaio 2026, ulteriori 100 euro dal 1° gennaio 2027 e 80 euro dal 1° gennaio 2028. La prima tranche, con i relativi arretrati maturati dal 1° gennaio 2026, sarà erogata nel mese di luglio 2026.

Sul piano pratico, quindi, il cedolino di luglio assume un rilievo particolare: conterrà non solo l’adeguamento della retribuzione tabellare, ma anche gli arretrati collegati alla prima decorrenza economica del rinnovo.

Una tantum per il 2025 e quota welfare

L’ipotesi di accordo riconosce anche una una tantum di 1.000 euro, sempre riferita al quarto livello, settima classe, a titolo di arretrati per il 2025. L’importo è suddiviso in 550 euro in busta paga, con possibilità di destinazione al fondo pensione per 638 euro, e 450 euro in welfare.

Questa struttura conferma una tendenza ormai frequente nei rinnovi contrattuali: il recupero economico non passa soltanto dagli aumenti tabellari, ma anche da strumenti misti, composti da somme monetarie, welfare contrattuale e, in alcuni casi, opzioni di previdenza complementare. Dal punto di vista operativo, sarà importante distinguere correttamente le diverse voci in cedolino, perché il trattamento fiscale e contributivo dipende dalla natura dell’erogazione e dalle regole applicabili a welfare aziendale, premi, fringe benefit e previdenza complementare.

Intelligenza artificiale e comitati paritetici aziendali

Tra le novità normative rientra una dichiarazione congiunta sull’intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato dalle organizzazioni sindacali, l’IA non dovrà avere funzione sostitutiva del lavoro umano, ma dovrà essere utilizzata come strumento di supporto alle lavoratrici e ai lavoratori. L’accordo prevede inoltre l’istituzione di comitati paritetici aziendali, destinati al confronto sulle trasformazioni tecnologiche e organizzative del settore.

È un passaggio rilevante, perché porta dentro il contratto nazionale un tema ormai centrale nei servizi assicurativi: l’impatto delle tecnologie digitali sull’organizzazione del lavoro, sulle professionalità e sui processi decisionali aziendali.

Orario, inclusione, genitorialità e malattia

Il rinnovo interviene anche sul tempo di lavoro, con il riconoscimento di ulteriori 6 ore di permesso che si aggiungono alle 8 ore già previste dall’articolo 39 del CCNL.

Sul versante dei diritti civili e sociali, l’intesa rafforza gli interventi in materia di inclusione, tutela delle persone con disabilità, genitorialità, permessi aggiuntivi per i padri e comporto di malattia. Viene inoltre introdotta la figura del volontariato di competenza, che dovrà essere disciplinata a livello aziendale.

Classi di anzianità e tutela dei neoassunt

Uno dei nodi più delicati della trattativa ha riguardato le classi di anzianità. Le organizzazioni sindacali evidenziano di aver respinto la proposta datoriale che prevedeva una nuova tabella per i neoassunti con otto classi di anzianità e passaggio dalla prima alla seconda classe dopo sette anni di servizio.

La soluzione raggiunta mantiene quindi l’impianto contrattuale esistente e viene letta dai sindacati come una tutela dell’equilibrio intergenerazionale, evitando l’introduzione di condizioni peggiorative per i nuovi ingressi nel settore.

Inquadramenti, produttori, contact center e appalti

In materia di inquadramenti professionali, l’accordo prevede un intervento circoscritto sulla fungibilità condizionata tra quarto e quinto livello, che passa da 8 a 12 mesi. Le ulteriori richieste datoriali, considerate idonee a incidere in modo più ampio sull’attuale sistema classificatorio, non sono state accolte.

Per i produttori assicurativi viene prevista una tutela specifica per le situazioni di fragilità e un incremento economico aggiuntivo rispetto a quello riconosciuto al resto del personale: 7% sul primo livello e 3% sul secondo livello.

Quanto agli addetti ai contact center, ANIA ha formulato una raccomandazione per la tutela occupazionale e professionale in caso di tensioni aziendali. Sul fronte degli appalti assicurativi, invece, l’associazione datoriale assume l’impegno a creare le condizioni per il superamento del dumping contrattuale nella filiera.

Il passaggio alle assemblee

L’ipotesi di rinnovo non chiude definitivamente il percorso: da giugno 2026 saranno convocate le assemblee in tutto il settore per illustrare, discutere e sottoporre l’intesa alla valutazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Nel complesso, il rinnovo del CCNL ANIA si muove su due direttrici: da un lato, il recupero economico attraverso aumenti tabellari, arretrati e welfare; dall’altro, la difesa dell’architettura contrattuale e l’introduzione di strumenti di presidio su temi destinati a incidere sempre di più sul lavoro assicurativo, come intelligenza artificiale, appalti, professionalità e nuove forme di organizzazione aziendale.

CCNL-ANIA_compressed

Tabelle-ANIA_compressed