Il bonus assunzione giovani under 35 del DL Coesione è stato prorogato fino al 30 aprile 2026, ma le imprese si muovono in un contesto ancora incerto.
L’incentivo spetta ai datori di lavoro privati che assumono o stabilizzano lavoratori che non hanno ancora compiuto 35 anni e non sono mai stati occupati a tempo indeterminato. Sono quindi ammesse anche le trasformazioni da contratto a termine.
La misura prevede un esonero contributivo differenziato: 70% se non c’è incremento occupazionale, 100% se l’assunzione comporta un aumento effettivo dell’organico, calcolato sulla media dei 12 mesi precedenti. La durata è di 24 mesi, con un tetto fino a 500 euro mensili (650 euro nelle aree ZES).
Tuttavia, il punto critico resta l’effettiva applicabilità. La proroga al 2026 richiede una nuova autorizzazione della Commissione europea, ad oggi non ancora rilasciata. Inoltre, la possibilità di fruire dell’incentivo senza incremento occupazionale (al 70%) solleva dubbi di compatibilità con il Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER).
In concreto, il bonus esiste ma non è ancora pienamente operativo: le imprese dovranno attendere il via libera UE e le istruzioni INPS, con possibile recupero successivo degli importi.
Dal 1° maggio 2026 questa agevolazione cessa, restando solo lo sgravio strutturale per gli under 30, meno incisivo.