Il CNEL ha approvato la riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi, istituito dall’art. 17 della Legge n. 936/1986, superando la logica del semplice deposito formale.
La novità principale è l’introduzione di criteri selettivi fondati sull’effettiva applicazione dei CCNL, rilevata tramite i flussi UniEmens INPS. Potranno comparire nella sezione principale i contratti applicati ad almeno il 5% dei dipendenti di una divisione ATECO, o al 3% per i contratti multisettoriali.
I contratti sotto soglia non spariscono, ma confluiscono nella sezione “Altri contratti”, con una distinzione utile per individuare la contrattazione effettivamente radicata e contenere il rischio di dumping contrattuale. Il CNEL precisa che l’Archivio sarà strutturato per settori ATECO, con schede contratto verificabili sui contenuti normativi e retributivi.
Per gli uffici HR la riforma ha un impatto pratico immediato: diventa più semplice verificare la coerenza tra attività aziendale, codice CCNL indicato in UniEmens e contratto collettivo applicato.
Le nuove schede standardizzate assumono rilievo anche negli appalti, perché supportano la verifica di equivalenza prevista dall’art. 11 del D.Lgs. n. 36/2023, riducendo margini di discrezionalità e contestazioni.
La riorganizzazione non introduce una legge sulla rappresentatività sindacale, ma offre a imprese, consulenti e stazioni appaltanti uno strumento più affidabile per orientarsi tra CCNL realmente applicati e contratti marginali.