Con il Messaggio INPS n. 251 del 26 gennaio 2026, l’Istituto ha fornito le prime indicazioni operative sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che interviene in modo significativo sulla disciplina del congedo parentale.

La riforma riguarda in particolare i genitori lavoratori dipendenti, per i quali viene ampliato l’arco temporale entro cui è possibile utilizzare il congedo.

La modifica normativa: da 12 a 14 anni
L’art. 1, comma 219, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026) ha modificato gli articoli 32, 34 e 36 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, estendendo il limite di fruizione del congedo parentale:

  • da 12 a 14 anni di età del figlio.

 Chi può beneficiare dell’estensione
L’INPS chiarisce che la nuova disciplina riguarda solo i lavoratori dipendenti.
Restano invece invariati i termini per le altre categorie:

  • Gestione separata: congedo fruibile fino ai 12 anni
  • Lavoratori autonomi: congedo utilizzabile entro il primo anno di vita del figlio (o entro un anno dall’ingresso in famiglia in caso di adozione).

Criteri di spettanza
Dal 2026:

  • in caso di nascita, il congedo può essere fruito entro i primi 14 anni di vita del bambino
  • in caso di adozione o affidamento, entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia, fermo restando il limite della maggiore età.

Decorrenza delle nuove regole
Le nuove disposizioni si applicano a partire dal 1° gennaio 2026.
Di conseguenza:

  • per i periodi di congedo fruiti fino al 31 dicembre 2025, vale il precedente limite dei 12 anni

dal 1° gennaio 2026, i genitori dipendenti con figli non ancora quattordicenni possono beneficiare dell’estensione