La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) interviene in modo significativo sulla disciplina del trattamento di fine rapporto nel settore privato, ampliando progressivamente la platea dei datori di lavoro tenuti al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS. La modifica incide su un impianto normativo in vigore dal 2007 e produce effetti concreti già a partire dai periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio 2026.

Il contesto normativo di riferimento
Il Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto è stato istituito dall’art. 1, comma 755, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Il Fondo, costituito presso l’INPS, assicura l’erogazione del TFR ai lavoratori per la quota versata dai datori di lavoro, secondo le regole dell’art. 2120 c.c., con un sistema di finanziamento a ripartizione.

Il versamento al Fondo riguarda esclusivamente il TFR maturando non destinato alla previdenza complementare ai sensi del D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, ed è effettuato mensilmente dal datore di lavoro.

Il meccanismo del silenzio-assenso sul TFR
Nel settore privato, il lavoratore dispone di tre possibili opzioni in relazione alla destinazione del TFR maturando.

  1. in assenza di una scelta entro sei mesi dalla prima assunzione, opera il meccanismo del silenzio-assenso: il TFR confluisce automaticamente nella forma pensionistica complementare collettiva prevista dal contratto applicato o, in mancanza, nel fondo individuato dalla normativa vigente.
  2. scelta esplicita del lavoratore di destinare il TFR a una forma di previdenza complementare prescelta, con la possibilità di versare contributi aggiuntivi, propri e del datore di lavoro, fiscalmente deducibili entro il limite annuo di 5.164,57 euro.
  3. mantenimento del TFR secondo il regime ordinario dell’art. 2120 c.c. In questo caso, il TFR resta accantonato in azienda se il datore di lavoro ha meno di 50 dipendenti, mentre confluisce obbligatoriamente nel Fondo di Tesoreria INPS se l’azienda ha almeno 50 addetti.

3.1 Come funzionava l’obbligo prima della legge di Bilancio 2026

Fino al 31 dicembre 2025, l’obbligo di versamento al Fondo di Tesoreria INPS riguardava esclusivamente i datori di lavoro del settore privato che occupavano almeno 50 dipendenti, calcolati secondo criteri rigidi e “storici”.

Per le aziende già esistenti al 31 dicembre 2006, la soglia dimensionale era determinata sulla base della media annuale dei lavoratori in forza nel 2006, senza rilevanza delle variazioni intervenute negli anni successivi.

Per le aziende avviate dopo il 31 dicembre 2006, il parametro era la media annuale dei dipendenti occupati nell’anno solare di inizio attività. Anche in questo caso, il superamento successivo della soglia dei 50 addetti non faceva scattare l’obbligo.

3.2 Cosa cambia con la legge di Bilancio 2026

La legge n. 199/2025 modifica l’art. 1, comma 756, della legge n. 296/2006, introducendo un principio nuovo: rileva non solo la dimensione iniziale dell’azienda, ma anche la crescita occupazionale intervenuta negli anni successivi all’avvio dell’attività.

Dal 1° gennaio 2026, diventano progressivamente obbligati al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS anche i datori di lavoro che, pur essendo inizialmente sottosoglia, raggiungono o superano nel tempo determinati limiti dimensionali.
Estensione graduale dell’obbligo
La nuova disciplina prevede un’applicazione scaglionata nel tempo, secondo il seguente schema.
Tabella – Soglie dimensionali e decorrenza dell’obbligo

Periodo Numero minimo di dipendenti Obbligo di versamento
Dal 01/01/2026 al 31/12/2027 60 dipendenti
Dal 01/01/2028 al 31/12/2031 50 dipendenti
Dal 01/01/2032 40 dipendenti

Nel biennio 2026-2027 l’estensione è limitata alle aziende con almeno 60 dipendenti. A regime, dal 2032, l’obbligo scatterà già al raggiungimento dei 40 addetti.

Confronto tra vecchia e nuova disciplina
Tabella – Regole a confronto

Aspetto Disciplina previgente fino al 31/12/25 Disciplina dal 01/01/2026
Rilevanza crescita aziendale No
Aziende sotto i 50 dipendenti all’avvio Escluse Incluse se superano le soglie
Calcolo dimensionale Storico e statico Dinamico e progressivo
Platea obbligati Limitata Ampliata

Implicazioni operative per i datori di lavoro

L’intervento legislativo comporta una revisione delle prassi aziendali, soprattutto per le imprese in crescita. I datori di lavoro che superano le nuove soglie dimensionali dovranno adeguare tempestivamente la gestione del TFR, distinguendo correttamente le quote da destinare alla previdenza complementare da quelle da versare al Fondo di Tesoreria INPS.

 Check list per aziende:
-Verificare la media dei dipendenti anno per anno
-Monitorare il superamento delle soglie previste dalla legge
-Aggiornare le procedure di gestione del TFR
-Informare i lavoratori sulle modalità di destinazione del TFR
-Adeguare i flussi contributivi mensili verso l’INPS