Il problema riguarda soprattutto i contributivi puri, cioè chi non ha contributi prima del 1° gennaio 1996, quando devono arrivare a pensioni che richiedono anche una soglia minima di importo, ad esempio:
pensione di vecchiaia contributiva, se la futura pensione non raggiunge almeno l’importo minimo richiesto;
pensione anticipata contributiva, se a 64 anni non raggiungono l’importo soglia previsto.
Quindi: se manca solo età o contributi, lo scivolo può funzionare; se manca o non è certificabile l’importo minimo della futura pensione, l’INPS può bloccare l’accesso.
Isopensione e assegno straordinario rischiano di diventare strumenti non accessibili per i lavoratori nel sistema integralmente contributivo.
Il problema riguarda chi non ha contributi prima del 1° gennaio 1996 e deve accedere alla pensione secondo i requisiti dell’art. 24 del D.L. n. 201/2011, convertito dalla Legge n. 214/2011.
Per questi lavoratori, oltre all’età e ai contributi, conta anche il raggiungimento di una soglia minima dell’importo pensionistico.
Secondo la prassi più recente, l’INPS starebbe negando alcune certificazioni preventive, ritenendo non certa la verifica futura di tale soglia.
È un fatto grave, perché non esiste un espresso divieto normativo all’accesso agli scivoli per i contributivi puri.
L’isopensione, disciplinata dall’art. 4 della Legge n. 92/2012, richiede che il lavoratore maturi i requisiti pensionistici entro il periodo di accompagnamento.
Anche l’assegno straordinario dei fondi di solidarietà, previsto dall’art. 26 del D.Lgs. n. 148/2015, opera come ponte verso la pensione.
Le stesse istruzioni INPS non sembravano escludere queste ipotesi: la Circolare INPS n. 119/2013, la Circolare INPS n. 56/2015 e la Circolare INPS n. 90/2015 richiamano il raggiungimento dei requisiti pensionistici, senza chiudere ai trattamenti contributivi.
Il nodo nasce oggi perché la prima generazione di contributivi puri si avvicina all’età pensionabile.
Senza un chiarimento, il rischio è fortemente penalizzante: il lavoratore “misto” può accedere allo scivolo, mentre il contributivo puro resta bloccato dalla soglia economica.
La questione richiede un intervento urgente dell’INPS o del legislatore.
Diversamente, una difficoltà tecnica di certificazione può trasformarsi in un limite strutturale agli esodi aziendali.