Con il Decreto ministeriale 20 gennaio 2026, n. 4, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dà attuazione all’articolo 4, comma 2, della Legge n. 193/2023, definendo in modo puntuale le specifiche misure di politiche attive del lavoro destinate alle persone che sono state affette da patologie oncologiche.
Il decreto è stato ammesso alla registrazione dalla Corte dei Conti il 16 gennaio 2026 (n. 47) ed è ora pienamente efficace.
Chi sono i destinatari delle misure
Il decreto individua come beneficiari tutte le persone che siano state affette da patologie oncologiche, secondo la definizione contenuta nella legge 193/2023. Rientrano in questa categoria non solo i soggetti dichiarati clinicamente guariti, ma anche coloro che, pur non presentando evidenza attuale di malattia, sono sottoposti a trattamenti prolungati, come terapie adiuvanti o percorsi di follow up.
Si tratta, quindi, di una platea ampia, che include persone non più considerate malate, ma che non possono ancora essere formalmente qualificate come guarite.
Ai fini delle politiche del lavoro, tali soggetti sono espressamente qualificati come persone in condizione di fragilità, con conseguente accesso prioritario a specifici strumenti di inclusione e reinserimento lavorativo.
Le misure di politica attiva attivabili
Il decreto chiarisce che i destinatari possono accedere a un insieme coordinato di misure già presenti nell’ordinamento, rafforzandone l’utilizzo in chiave inclusiva.
In primo luogo, è previsto l’inserimento nel Programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, con particolare riferimento al “Percorso 4 – Lavoro e inclusione”, dedicato ai lavoratori fragili o vulnerabili, indipendentemente dalla percezione di un sostegno al reddito.
Accanto a questo, viene richiamato il Fondo Nuove Competenze, disciplinato dall’articolo 88 del Decreto-legge n. 34/2020, che consente ai datori di lavoro privati di rimodulare l’orario di lavoro per favorire percorsi di formazione, qualificazione e riqualificazione professionale dei lavoratori, attraverso accordi collettivi e con copertura economica pubblica.
Il decreto richiama inoltre l’Assegno di Inclusione (ADI), previsto dall’articolo 2 del Decreto-legge n. 48/2023, quale misura di sostegno economico e di inclusione sociale e lavorativa rivolta ai nuclei familiari con componenti fragili.
Per i soggetti che non rientrano nei requisiti dell’ADI, ma che si trovano in condizioni di fragilità economica o rischio di esclusione sociale, il decreto conferma l’accesso al Supporto per la formazione e il lavoro, misura di attivazione basata sulla partecipazione a progetti di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro, cui è collegata una specifica indennità di partecipazione.
Il diritto agli accomodamenti ragionevoli
Un passaggio centrale del decreto riguarda il riconoscimento del diritto agli accomodamenti ragionevoli, intesi come modifiche e adattamenti necessari e appropriati per garantire un lavoro dignitoso, inclusivo e compatibile con le condizioni di salute della persona.
Il riferimento normativo è ampio e strutturato: dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata con la Legge n. 18/2009, alla Direttiva 2000/78/CE, recepita con il Decreto legislativo n. 216/2003, fino all’articolo 5-bis della Legge n. 104/1992, come modificata dal Decreto legislativo n. 62/2024.
I datori di lavoro sono tenuti ad adottare tali accomodamenti previa integrazione della valutazione dei rischi ai sensi del Decreto legislativo n. 81/2008 e con il coinvolgimento del medico competente, al fine di favorire il rientro o la permanenza al lavoro, la conciliazione tra cura e attività lavorativa e la prevenzione di qualsiasi forma di discriminazione.
Invarianza finanziaria e pubblicazione
Il decreto prevede espressamente una clausola di invarianza finanziaria: le amministrazioni pubbliche coinvolte dovranno dare attuazione alle misure utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Il provvedimento è stato trasmesso agli organi di controllo ed è pubblicato sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, completando così il quadro attuativo della legge 193/2023 in materia di pari opportunità, inclusione e tutela della dignità lavorativa delle persone colpite da patologie oncologiche.