Il Modello 770/2026, relativo al periodo d’imposta 2025, deve essere trasmesso telematicamente entro il 2 novembre 2026: il termine ordinario del 31 ottobre cade infatti di sabato.

Prima dell’invio è opportuno verificare la corrispondenza tra i dati del 770, le Certificazioni Uniche e i versamenti F24, con particolare attenzione ai crediti e alle compensazioni esposte nel quadro SX.

Particolare attenzione va riservata alle sanzioni. Se il modello viene trasmesso entro i 90 giorni successivi alla scadenza, la dichiarazione resta valida e può essere regolarizzata mediante ravvedimento operoso; per la sola tardiva presentazione la sanzione minima di 250 euro può essere ridotta a 25 euro.

Superati i 90 giorni, la dichiarazione è invece considerata omessa. Se risultano ritenute non versate, la sanzione è pari al 120% delle ritenute, con un minimo di 250 euro; se le ritenute sono state regolarmente versate, la sanzione va da 250 a 2.000 euro. Si aggiungono inoltre 50 euro per ciascun percipiente omesso.

Anche l’intermediario risponde del tardivo od omesso invio telematico, con una sanzione da 516 a 5.164 euro.

Infine, nei casi più gravi può scattare anche il profilo penale: l’omessa dichiarazione del sostituto, quando le ritenute non versate superano 50.000 euro, è punita con la reclusione da 2 a 5 anni.