Investire nella conciliazione tra vita familiare e lavoro può tradursi in un risparmio contributivo per le imprese. Il decreto ministeriale attuativo dell’art. 6 del D.L. n. 62/2026, convertito dalla legge n. 112/2026, disciplina l’accesso all’agevolazione destinata alle aziende che conseguono l’apposita certificazione.

Il beneficio consiste in un esonero fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di 50.000 euro annui, riparametrato su base mensile. L’importo effettivo può essere ridotto proporzionalmente se le risorse disponibili non sono sufficienti a soddisfare tutte le domande ammissibili.

Per accedere occorre ottenere la certificazione per la conciliazione tra famiglia e lavoro, prevista dall’art. 8, comma 1, lettera e), del D.Lgs. n. 184/2025, secondo i requisiti della UNI/PdR 192:2026. Il rilascio compete a organismi specificamente accreditati e la certificazione ha una validità di 36 mesi

L’esonero è riconosciuto, nei limiti della decorrenza prevista dalla norma, per il periodo di validità della certificazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2028: la durata triennale del certificato, quindi, non garantisce automaticamente tre anni di agevolazione

La domanda deve essere presentata telematicamente all’INPS, nei termini e con le modalità stabiliti dall’Istituto. Per ottenere il beneficio sull’intero periodo agevolabile, occorre rispettare il primo termine utile successivo al conseguimento della certificazione. Andranno comunicati gli estremi del certificato e le stime relative a retribuzioni complessive, aliquota datoriale e forza aziendale

La fruizione richiede il rispetto delle condizioni dell’art. 1, comma 1175, della legge n. 296/2006, comprese la regolarità contributiva e l’osservanza degli obblighi di legge e contrattuali, oltre alla normativa sugli aiuti di Stato. Rinuncia o revoca della certificazione devono essere comunicate tempestivamente; l’utilizzo indebito comporta recupero dei contributi e sanzioni

Cosa fare adesso: valutare i requisiti per la certificazione, stimare il risparmio sulla contribuzione datoriale e predisporre i dati necessari alla domanda, monitorando le istruzioni INPS. Le risorse stanziate ammontano a 7 milioni di euro per il 2026 e 12 milioni annui per il 2027 e il 2028