L’elemento perequativo nel CCNL Metalmeccanica industria è una voce economica pensata per riequilibrare i trattamenti dei lavoratori che non beneficiano di alcuna forma di retribuzione aggiuntiva rispetto ai minimi contrattuali. In sostanza, serve a “compensare” l’assenza della contrattazione di secondo livello.
Spetta ai lavoratori che, nell’anno precedente, hanno percepito esclusivamente voci retributive previste dal CCNL, quindi senza premi di risultato, superminimi o altri emolumenti aggiuntivi soggetti a contribuzione, inferiori al valore dell’elemento perequativo. Viene erogato con la retribuzione di giugno, per un importo annuo attualmente pari a 485 euro, proporzionato alla durata del rapporto.
Il punto critico riguarda proprio la presenza di trattamenti aggiuntivi. Se anche un solo lavoratore percepisce un premio legato a produttività o redditività, quel lavoratore non ha diritto all’elemento perequativo, perché viene meno uno dei requisiti fondamentali: non è più un dipendente “solo CCNL”.
Questo vale anche se il premio è individuale e non generalizzato. Il fatto che altri dipendenti non percepiscano nulla non incide: la verifica va fatta per singolo lavoratore. Quindi, chi riceve un premio di risultato o qualsiasi voce aggiuntiva non può cumulare anche l’elemento perequativo.
In sintesi, il principio è netto: il perequativo non è un’integrazione universale aziendale, ma un correttivo individuale destinato esclusivamente a chi non ha beneficiato di alcuna forma di retribuzione variabile o aggiuntiva.