Parliamo esclusivamente delle piccole Associazioni Sportive Dilettantistiche che hanno il solo codice fiscale, non hanno partita IVA e non svolgono attività commerciale.

La regola da ricordare è una sola:

Se ricevi denaro e non devi dare nulla in cambio, non stai facendo pubblicità. Se ricevi denaro e in cambio devi promuovere un’azienda, un marchio o un prodotto, stai facendo sponsorizzazione e quindi attività commerciale.

L’Agenzia delle Entrate indica espressamente le prestazioni pubblicitarie e le sponsorizzazioni tra le operazioni rilevanti ai fini IVA e precisa che, quando un’ASD intende effettuare operazioni rilevanti ai fini IVA, deve aprire la partita IVA. (Agenzia delle Entrate)

Prima capiamo bene le parole

Tipo di entrata Che cosa significa Chi versa Cosa deve dare l’ASD in cambio Solo codice fiscale Partita IVA IVA Fattura
Quota associativa Quota pagata dal socio per appartenere all’associazione Socio Nessuna pubblicità SÌ NO NO NO
Erogazione liberale Denaro o beni dati spontaneamente per aiutare l’ASD Privato o impresa Nulla SÌ NO NO NO
Contributo istituzionale Somma destinata a sostenere l’attività sportiva istituzionale Comune, Federazione, EPS, CONI o altro ente Nessuna prestazione pubblicitaria SÌ NO per il solo contributo NO NO
Raccolta fondi occasionale Raccolta pubblica organizzata occasionalmente per finanziare l’ASD Pubblico, soci, sostenitori Nessuna vera prestazione commerciale individuale SÌ, se rispetta le regole NO per la raccolta occasionale NO NO
Sponsorizzazione L’impresa paga perché il suo nome o marchio venga promosso Impresa, professionista, negozio ecc. Logo, striscione, social, divise, nome gara ecc. NO SÌ SÌ SÌ
Pubblicità L’ASD vende uno spazio pubblicitario Impresa o professionista Cartello, banner, post, annuncio ecc. NO SÌ SÌ SÌ

 

Limiti 

 

Tipo di entrata Che cosa significa Chi versa Cosa deve dare l’ASD in cambio Solo codice fiscale Partita IVA IVA Fattura Limiti e soglie applicabili
Quota associativa Quota pagata dal socio per appartenere all’associazione Socio Nessuna pubblicità o specifica prestazione commerciale SÌ NO NO NO Nessun limite minimo o massimo previsto dalla legge. L’importo deve essere stabilito secondo lo statuto o deliberato dall’organo competente. Se il pagamento costituisce in realtà il corrispettivo di un servizio, non è più una semplice quota associativa.
Erogazione liberale Denaro o beni dati spontaneamente per sostenere l’ASD Privato o impresa Nulla SÌ NO NO NO Nessun limite massimo per l’ASD che la riceve. Il limite di €1.500 annui riguarda soltanto la spesa sulla quale il donatore persona fisica può calcolare la detrazione IRPEF del 19%, non la somma ricevibile dall’ASD. Pagamento tracciabile per ottenere la detrazione.
Contributo istituzionale Somma destinata a sostenere l’attività sportiva istituzionale Comune, Federazione, EPS, CONI o altro ente Nessuna controprestazione pubblicitaria o commerciale SÌ NO per il solo contributo NO NO Nessun limite generale. L’importo massimo può essere previsto dal bando, dalla delibera o dalla convenzione. Se il contributo remunera una specifica prestazione, va verificata la sua natura commerciale.
Raccolta fondi occasionale Raccolta pubblica organizzata occasionalmente per finanziare l’ASD Pubblico, soci, sostenitori Nessuna prestazione commerciale individuale SÌ, se rispetta le condizioni NO per la raccolta occasionale NO NO Nella disciplina generale degli enti non commerciali non esiste un limite numerico di importo, ma la raccolta deve essere realmente pubblica e occasionale, collegata a celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. Va redatto apposito rendiconto entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio.
Sponsorizzazione L’impresa paga perché il proprio nome, marchio o prodotto venga promosso Impresa, professionista, negozio ecc. Logo, striscione, social, divise, nome della gara ecc. NO: limite €0 SÌ dal primo euro SÌ SÌ Nessun importo minimo o massimo, ma anche una sponsorizzazione di €100 è commerciale. La soglia di €200.000 annui riguarda la qualificazione della spesa in capo allo sponsor, non costituisce una franchigia per l’ASD.
Pubblicità L’ASD vende uno spazio o un servizio pubblicitario Impresa o professionista Cartello, banner, post, annuncio ecc. NO: limite €0 SÌ dal primo euro SÌ SÌ Nessun importo minimo o massimo. Anche un solo cartello da €100 richiede partita IVA e fattura. Il limite di €400.000 di proventi commerciali annui riguarda esclusivamente la possibilità di utilizzare il regime forfetario della legge n. 398/1991.

Le soglie da non confondere

  • €1.500: è il limite annuo sul quale il donatore persona fisica può calcolare la detrazione del 19% per le erogazioni liberali alle ASD; non limita quanto l’ASD può ricevere. La soglia è riportata nelle istruzioni ufficiali del modello 730/2026.
  • Due eventi e €51.645,69: è la specifica agevolazione prevista per gli enti che applicano la legge n. 398/1991; non è il limite generale delle raccolte fondi occasionali di una ASD con solo codice fiscale. Per queste ultime resta comunque obbligatorio il rendiconto, come chiarisce l’Agenzia delle Entrate.
  • €200.000: riguarda la presunzione di spesa pubblicitaria in capo allo sponsor prevista dall’art. 12, comma 3, del D.Lgs. n. 36/2021; non consente all’ASD di effettuare sponsorizzazioni senza partita IVA. La norma è consultabile nella Gazzetta Ufficiale.
  • €400.000: è il limite complessivo dei proventi commerciali per applicare il regime della legge n. 398/1991; superandolo si passa al regime ordinario, ma l’entrata rimane perfettamente possibile. Il limite è confermato dalla disciplina fiscale degli enti sportivi dilettantistici.

Infine, per tutte le entrate dell’ASD di importo pari o superiore a €1.000, il pagamento deve essere effettuato con modalità tracciabile. Non è un limite all’importo ricevibile, ma un obbligo sulle modalità d’incasso previsto dall’art. 25, comma 5, della legge n. 133/1999, il cui testo vigente è riportato anche nella Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 2026.

 

Per le operazioni imponibili, l’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972 impone l’emissione della fattura; l’Agenzia utilizza il modello AA7/10 per l’apertura della partita IVA degli enti e delle associazioni.

1.Erogazione liberale: cosa significa davvero
Per semplicità userei nell’articolo la parola “erogazione liberale” e non “donazione”. La donazione è infatti anche un preciso istituto civilistico, disciplinato dagli art. 769 e seguenti del Codice civile, con specifiche regole di forma.
Esempio semplicissimo.
Il negozio Rossi dice:
«Vi do 1.000 euro perché voglio aiutare il vostro centro ippico e l’attività dei ragazzi. Non voglio nulla in cambio».
Questa è un’erogazione liberale.
L’ASD:

  • non apre la partita IVA per ricevere quei 1.000 euro;
  • non applica IVA;
  • non emette fattura;
  • rilascia una semplice ricevuta o attestazione dell’importo ricevuto;
  • è preferibile ricevere la somma con bonifico.

La causale può essere molto semplice: “Erogazione liberale a sostegno dell’attività istituzionale dell’ASD, senza controprestazione”.
Il fatto che l’ASD, successivamente e spontaneamente, dica «ringraziamo il negozio Rossi per il sostegno» non trasforma da solo il versamento in sponsorizzazione. Il problema nasce quando la visibilità è stata promessa come condizione per ricevere il denaro.

 2.Sponsorizzazione: qui la regola cambia completamente
L’art. 12, comma 3, del D.Lgs. n. 36/2021 descrive la sponsorizzazione proprio come un corrispettivo pagato per promuovere l’immagine o i prodotti dello sponsor attraverso una specifica attività dell’ASD.

Quindi:
“Ti do 500 euro, mettimi il logo sul sottosella” = SPONSORIZZAZIONE.
“Ti do 300 euro, metti il mio striscione nel maneggio” = SPONSORIZZAZIONE/PUBBLICITÀ.
“Ti do 1.500 euro all’anno e voglio quattro post al mese su Facebook” = SPONSORIZZAZIONE.
“Ti pago la gara e voglio che si chiami Trofeo Azienda Rossi” = SPONSORIZZAZIONE.

Non importa che siano 100, 500 o 10.000 euro. L’ASD sta vendendo visibilità pubblicitaria. Perciò deve entrare nella gestione commerciale: partita IVA, fattura e IVA ordinaria. L’Agenzia considera espressamente sponsorizzazioni e prestazioni pubblicitarie operazioni rilevanti ai fini IVA. (Agenzia delle Entrate)

La tabella operativa: non ci sono più “forse”

Caso concreto Cos’è Può restare solo con CF? P.IVA IVA Fattura Cosa deve fare l’ASD Limiti / periodicità
Un privato versa € 100 senza chiedere nulla Erogazione liberale SÌ NO NO NO Ricevuta/attestazione Nessun importo trasforma da solo la liberalità in sponsor
Un’impresa versa € 1.000 senza chiedere nulla Erogazione liberale SÌ NO NO NO Ricevuta; bonifico con causale chiara Anche se è un’impresa
Un’impresa versa € 10.000 senza alcuna pubblicità concordata Erogazione liberale SÌ NO per questa entrata NO NO Documentare chiaramente l’assenza di controprestazione L’importo elevato non la trasforma automaticamente in sponsor
Comune/Federazione/EPS versa un contributo per l’attività istituzionale Contributo istituzionale SÌ NO per il contributo NO NO Conservare delibera, bando o documento di concessione Valgono eventuali condizioni del finanziamento
Impresa versa € 100 e vuole il logo sul sottosella Sponsorizzazione NO SÌ SÌ SÌ Aprire P.IVA e fatturare Nessun minimo di euro
Impresa versa € 500 e vuole uno striscione nel maneggio Pubblicità/sponsorizzazione NO SÌ SÌ SÌ Contratto + fattura Anche se avviene una sola volta
Impresa versa € 2.000 per logo sulle divise Sponsorizzazione NO SÌ SÌ SÌ Contratto + fattura Anche un unico sponsor
Impresa paga mensilmente per post sui social Sponsorizzazione NO SÌ SÌ SÌ Fatturare secondo il contratto Periodica
Impresa regala ostacoli o coperte per cavalli senza chiedere pubblicità Liberalità in natura SÌ NO per l’ASD NO per l’ASD NO dall’ASD Verbale/ricevuta di acquisizione del bene Nessuna controprestazione
Impresa fornisce ostacoli e in cambio vuole il proprio logo sugli ostacoli Sponsorizzazione in natura NO SÌ SÌ SÌ Gestire come operazione commerciale Il pagamento può essere anche “in natura”
Impresa dice «vi do € 1.000 ma mi serve la fattura» senza volere pubblicità Non inventare una sponsorizzazione SÌ, se resta una liberalità NO NO NO Emettere solo attestazione della liberalità La fattura presuppone una vera operazione commerciale

Questo ultimo caso è importante: non si apre una partita IVA e non si emette una fattura solo perché il benefattore dice “mi serve per scaricarla”. Se vuole una fattura, deve esserci una vera prestazione pubblicitaria; altrimenti il versamento resta un’erogazione liberale.

La seconda tabella: basta guardare cosa è stato promesso

Cosa viene concordato prima del pagamento È pubblicità? È sponsorizzazione/commerciale? Solo CF sufficiente? P.IVA Fattura IVA Cosa fare
Nessuna visibilità, nessun servizio NO NO SÌ NO NO Trattare come liberalità/contributo
Semplice ringraziamento spontaneo, non concordato NO NO SÌ NO NO Nessun contratto pubblicitario
Logo sul sottosella SÌ SÌ NO SÌ SÌ Sponsorizzazione
Logo sulle divise SÌ SÌ NO SÌ SÌ Sponsorizzazione
Cartello nel campo gara o nel maneggio SÌ SÌ NO SÌ SÌ Pubblicità/sponsorizzazione
Post concordati sui social SÌ SÌ NO SÌ SÌ Sponsorizzazione
Nome dello sponsor sulla gara o sul trofeo SÌ SÌ NO SÌ SÌ Sponsorizzazione
Speaker deve citare l’azienda durante la manifestazione SÌ SÌ NO SÌ SÌ Sponsorizzazione
L’ASD deve distribuire volantini dell’impresa SÌ SÌ NO SÌ SÌ Prestazione pubblicitaria
Nessun obbligo, ma l’ASD ringrazia il sostenitore dopo la donazione NO NO SÌ NO NO Resta liberalità

La Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 57E del 23 giugno 2010 ribadisce proprio che la sponsorizzazione richiede due elementi: denaro o altra utilità dello sponsor e una specifica attività promozionale svolta dall’ASD.

E il limite dei 200.000 euro?
Per una ASD che ha soltanto il codice fiscale, non deve essere utilizzato per decidere se aprire o meno la partita IVA.

I 200.000 euro dell’art. 12, comma 3, del D.Lgs. n. 36/2021 riguardano principalmente il trattamento della spesa in capo all’impresa sponsor: entro quella soglia opera la particolare qualificazione della spesa come pubblicità, quando sono rispettate le condizioni della norma.

Quindi:
sponsorizzazione di € 100 → attività commerciale per l’ASD;
sponsorizzazione di € 5.000 → attività commerciale per l’ASD;
sponsorizzazione di € 200.000 → attività commerciale per l’ASD.
La soglia dei 200.000 euro non è una franchigia IVA e non consente alla ASD di fare sponsorizzazione con il solo codice fiscale.

 3.E la raccolta fondi?
Una piccola ASD può organizzare una raccolta pubblica di fondi occasionale, per esempio durante una manifestazione o una campagna di sensibilizzazione.
Questa è diversa dalla sponsorizzazione: chi versa il denaro non compra uno spazio pubblicitario personale.
Per queste raccolte la normativa degli enti non commerciali prevede uno specifico rendiconto, con relazione illustrativa, da predisporre entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio. L’Agenzia include espressamente tra i soggetti interessati anche le ASD. (Agenzia delle Entrate)

NOTA BENE: non confondiamo questa raccolta fondi occasionale con il limite di due eventi e 51.645,69 euro previsto dalla disciplina collegata al regime della Legge n. 398/1991. Quella è un’altra fattispecie e non è la regola generale da utilizzare per decidere se una ASD con il solo codice fiscale possa ricevere una liberalità. (Agenzia delle Entrate)

4.5. Sponsorizzazioni e pubblicità

La distinzione vera è questa: la pubblicità vende uno spazio o un messaggio; la sponsorizzazione vende l’abbinamento tra il marchio dello sponsor e l’immagine dell’ASD, della squadra o dell’evento.

Il mezzo utilizzato non è decisivo: un cartello o un post possono essere pubblicità oppure sponsorizzazione. Conta ciò che è stato concordato nel contratto.

Sponsorizzazione e pubblicità: differenze concrete

Sponsorizzazione Pubblicità
Che cos’è realmente Lo sponsor finanzia l’ASD per associare stabilmente o in occasione di un evento il proprio nome, marchio o prodotto all’immagine sportiva dell’associazione. L’impresa acquista dall’ASD uno spazio o una specifica diffusione di un messaggio pubblicitario.
Oggetto dell’accordo Utilizzo dell’immagine, della notorietà e dell’attività dell’ASD come veicolo promozionale. Esposizione o diffusione di un messaggio determinato, in uno spazio e per un periodo prestabiliti.
Cosa promette l’ASD Qualifica di “sponsor ufficiale”, logo su divise o attrezzature, citazioni, presenza agli eventi, post, naming della gara, collegamento continuativo con la squadra. Pubblicazione di un banner, esposizione di un cartello, inserzione nel programma, annuncio, spazio sul sito o singolo post pubblicitario.
Dove può avvenire Divise, sottosella, mezzi, attrezzature, campo di gara, sito, social, conferenze, comunicati, nome della squadra o della manifestazione. Cartelli nell’impianto, banner, locandine, programmi della gara, sito internet, social, schermi, stand o annunci dello speaker.
Quando Per una stagione, per una singola manifestazione o anche per una sola gara. Non occorre che sia continuativa. Anche per un solo giorno, un solo cartello o un solo post. L’occasionalità non elimina la natura commerciale.
Esempio tipico «Azienda Rossi è sponsor ufficiale dell’ASD; logo sulle divise e quattro post al mese». «L’ASD concede un cartello di metri 2×1 all’interno dell’impianto per sei mesi».
Elemento decisivo Il marchio viene associato all’ASD o all’evento sportivo. Viene acquistato uno spazio o un messaggio pubblicitario.
Trattamento per l’ASD Attività commerciale dal primo euro: partita IVA, contratto, fattura e IVA. Identico: attività commerciale dal primo euro, partita IVA, contratto, fattura e IVA.

Alcuni casi concreti

Caso Qualificazione più probabile
Logo sulle divise della squadra Sponsorizzazione
Logo sul sottosella durante le gare Sponsorizzazione
Gara denominata “Trofeo Azienda Rossi” Sponsorizzazione
Impresa presentata come “sponsor ufficiale” Sponsorizzazione
Pacchetto con logo, post, citazioni e presenza agli eventi Sponsorizzazione
Cartello fisso affittato all’interno dell’impianto Pubblicità
Banner acquistato sul sito dell’ASD Pubblicità
Inserzione nel programma della manifestazione Pubblicità
Singolo post che riproduce un annuncio commerciale Pubblicità
Ringraziamento spontaneo, non concordato Né pubblicità né sponsorizzazione
Logo concesso in cambio di beni o attrezzature Sponsorizzazione in natura

Un cartello può comunque diventare sponsorizzazione se fa parte di un accordo più ampio che attribuisce all’impresa la qualità di sponsor. Analogamente, un post sui social può essere semplice pubblicità oppure una prestazione compresa in un contratto di sponsorizzazione.

A quali condizioni sono regolari

Prima di esporre il marchio o ricevere il corrispettivo, l’ASD dovrebbe:

  1. Aprire la partita IVA, se possiede soltanto il codice fiscale.
  2. Stipulare un contratto scritto che indichi:
    • soggetti e durata;
    • importo, IVA e scadenze;
    • spazi, dimensioni e posizione del logo;
    • numero dei post, eventi o citazioni;
    • utilizzo delle immagini dell’ASD;
    • eventuale esclusiva merceologica;
    • obblighi in caso di annullamento dell’evento.
  3. Emettere fattura elettronica con IVA ordinaria, normalmente al 22%.
  4. Ricevere il pagamento con modalità tracciabile.
  5. Conservare la prova della prestazione: fotografie dei cartelli e delle divise, screenshot dei post, programmi delle gare, locandine e report degli eventi.
  6. Verificare che l’esposizione sia consentita dal proprietario dell’impianto, dal Comune, dall’organizzatore e dai regolamenti della Federazione o dell’EPS.

Il contratto scritto non è sempre richiesto a pena di nullità, ma è praticamente indispensabile per dimostrare la realtà della prestazione e la deducibilità del costo dello sponsor.

Cosa cambia fiscalmente

Per l’ASD, oggi, la differenza produce pochi effetti: entrambe sono attività commerciali, richiedono partita IVA, fattura e applicazione dell’IVA. Anche un’unica operazione da €100 è commerciale.

Per le ASD in regime della legge n. 398/1991, dal 2015 la detrazione forfetaria dell’IVA è pari al 50% sia per le sponsorizzazioni sia per la pubblicità: la precedente percentuale ridotta prevista per le sponsorizzazioni è stata eliminata dall’art. 29 del D.Lgs. n. 175/2014.

Per lo sponsor, entro €200.000 annui complessivi, il corrispettivo può beneficiare della qualificazione prevista dall’art. 12, comma 3, del D.Lgs. n. 36/2021, purché:

  • serva effettivamente a promuovere l’immagine o i prodotti dell’impresa;
  • l’ASD svolga una specifica e dimostrabile attività promozionale.

La soglia non è un limite al contratto: oltre €200.000 l’eventuale deducibilità deve essere dimostrata applicando le regole ordinarie. Lo chiarisce la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 57/E del 23 giugno 2010.

Quindi, nella tabella dell’articolo scriverei:

  • Sponsorizzazione: «L’ASD associa il marchio dello sponsor alla propria immagine, alla squadra o all’evento mediante attività promozionali concordate».
  • Pubblicità: «L’ASD vende uno specifico spazio o la diffusione di un messaggio pubblicitario, senza necessariamente attribuire all’impresa la qualità di sponsor».

 

Cosa scrivere nei bonifici

Tipo di entrata Causale chiara
Erogazione liberale “Erogazione liberale a sostegno dell’attività istituzionale ASD …, senza controprestazione”
Contributo istituzionale “Contributo per attività sportiva istituzionale ASD …”
Raccolta fondi “Erogazione raccolta fondi manifestazione … del …”
Sponsorizzazione “Corrispettivo contratto di sponsorizzazione del … – fattura n. …”

La causale non può, però, cambiare la realtà. Scrivere “erogazione liberale” e poi mettere per contratto il logo dell’azienda sulle divise non funziona: resta una sponsorizzazione.

La regola finale per il presidente dell’ASD
Prima di accettare i soldi deve fare una sola domanda:

«Chi mi dà questi soldi vuole qualcosa in cambio?»
Se la risposta è NO: liberalità o contributo → solo codice fiscale, niente IVA, niente fattura.
Se la risposta è SÌ, vuole visibilità o pubblicità: sponsorizzazione → partita IVA, attività commerciale e fattura con IVA.
Non conta se sono 100 euro o 10.000 euro. Conta ciò che l’ASD si obbliga a fare in cambio del denaro.

E aggiungerei una regola pratica ancora più semplice per queste piccole realtà: se l’ASD vuole continuare volontariamente ad avere soltanto il codice fiscale, non deve vendere logo, cartelloni, post, nomi di gare o altre forme di visibilità commerciale. Deve limitarsi a quote, vere liberalità, contributi istituzionali e raccolte fondi svolte correttamente. (Agenzia delle Entrate)