Parliamo esclusivamente delle piccole Associazioni Sportive Dilettantistiche che hanno il solo codice fiscale, non hanno partita IVA e non svolgono attività commerciale.

La regola da ricordare è una sola:

Se ricevi denaro e non devi dare nulla in cambio, non stai facendo pubblicità. Se ricevi denaro e in cambio devi promuovere un’azienda, un marchio o un prodotto, stai facendo sponsorizzazione e quindi attività commerciale.

L’Agenzia delle Entrate indica espressamente le prestazioni pubblicitarie e le sponsorizzazioni tra le operazioni rilevanti ai fini IVA e precisa che, quando un’ASD intende effettuare operazioni rilevanti ai fini IVA, deve aprire la partita IVA. (Agenzia delle Entrate)

Prima capiamo bene le parole

Tipo di entrata Che cosa significa Chi versa Cosa deve dare l’ASD in cambio Solo codice fiscale Partita IVA IVA Fattura
Quota associativa Quota pagata dal socio per appartenere all’associazione Socio Nessuna pubblicità NO NO NO
Erogazione liberale Denaro o beni dati spontaneamente per aiutare l’ASD Privato o impresa Nulla NO NO NO
Contributo istituzionale Somma destinata a sostenere l’attività sportiva istituzionale Comune, Federazione, EPS, CONI o altro ente Nessuna prestazione pubblicitaria NO per il solo contributo NO NO
Raccolta fondi occasionale Raccolta pubblica organizzata occasionalmente per finanziare l’ASD Pubblico, soci, sostenitori Nessuna vera prestazione commerciale individuale , se rispetta le regole NO per la raccolta occasionale NO NO
Sponsorizzazione L’impresa paga perché il suo nome o marchio venga promosso Impresa, professionista, negozio ecc. Logo, striscione, social, divise, nome gara ecc. NO
Pubblicità L’ASD vende uno spazio pubblicitario Impresa o professionista Cartello, banner, post, annuncio ecc. NO

Per le operazioni imponibili, l’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972 impone l’emissione della fattura; l’Agenzia utilizza il modello AA7/10 per l’apertura della partita IVA degli enti e delle associazioni.

 1.Erogazione liberale: cosa significa davvero
Per semplicità userei nell’articolo la parola “erogazione liberale” e non “donazione”. La donazione è infatti anche un preciso istituto civilistico, disciplinato dagli art. 769 e seguenti del Codice civile, con specifiche regole di forma.
Esempio semplicissimo.
Il negozio Rossi dice:
«Vi do 1.000 euro perché voglio aiutare il vostro centro ippico e l’attività dei ragazzi. Non voglio nulla in cambio».
Questa è un’erogazione liberale.
L’ASD:

  • non apre la partita IVA per ricevere quei 1.000 euro;
  • non applica IVA;
  • non emette fattura;
  • rilascia una semplice ricevuta o attestazione dell’importo ricevuto;
  • è preferibile ricevere la somma con bonifico.

La causale può essere molto semplice: “Erogazione liberale a sostegno dell’attività istituzionale dell’ASD, senza controprestazione”.
Il fatto che l’ASD, successivamente e spontaneamente, dica «ringraziamo il negozio Rossi per il sostegno» non trasforma da solo il versamento in sponsorizzazione. Il problema nasce quando la visibilità è stata promessa come condizione per ricevere il denaro.

 2.Sponsorizzazione: qui la regola cambia completamente
L’art. 12, comma 3, del D.Lgs. n. 36/2021 descrive la sponsorizzazione proprio come un corrispettivo pagato per promuovere l’immagine o i prodotti dello sponsor attraverso una specifica attività dell’ASD.

Quindi:
“Ti do 500 euro, mettimi il logo sul sottosella” = SPONSORIZZAZIONE.
“Ti do 300 euro, metti il mio striscione nel maneggio” = SPONSORIZZAZIONE/PUBBLICITÀ.
“Ti do 1.500 euro all’anno e voglio quattro post al mese su Facebook” = SPONSORIZZAZIONE.
“Ti pago la gara e voglio che si chiami Trofeo Azienda Rossi” = SPONSORIZZAZIONE.

Non importa che siano 100, 500 o 10.000 euro. L’ASD sta vendendo visibilità pubblicitaria. Perciò deve entrare nella gestione commerciale: partita IVA, fattura e IVA ordinaria. L’Agenzia considera espressamente sponsorizzazioni e prestazioni pubblicitarie operazioni rilevanti ai fini IVA. (Agenzia delle Entrate)

La tabella operativa: non ci sono più “forse”

Caso concreto Cos’è Può restare solo con CF? P.IVA IVA Fattura Cosa deve fare l’ASD Limiti / periodicità
Un privato versa € 100 senza chiedere nulla Erogazione liberale NO NO NO Ricevuta/attestazione Nessun importo trasforma da solo la liberalità in sponsor
Un’impresa versa € 1.000 senza chiedere nulla Erogazione liberale NO NO NO Ricevuta; bonifico con causale chiara Anche se è un’impresa
Un’impresa versa € 10.000 senza alcuna pubblicità concordata Erogazione liberale NO per questa entrata NO NO Documentare chiaramente l’assenza di controprestazione L’importo elevato non la trasforma automaticamente in sponsor
Comune/Federazione/EPS versa un contributo per l’attività istituzionale Contributo istituzionale NO per il contributo NO NO Conservare delibera, bando o documento di concessione Valgono eventuali condizioni del finanziamento
Impresa versa € 100 e vuole il logo sul sottosella Sponsorizzazione NO Aprire P.IVA e fatturare Nessun minimo di euro
Impresa versa € 500 e vuole uno striscione nel maneggio Pubblicità/sponsorizzazione NO Contratto + fattura Anche se avviene una sola volta
Impresa versa € 2.000 per logo sulle divise Sponsorizzazione NO Contratto + fattura Anche un unico sponsor
Impresa paga mensilmente per post sui social Sponsorizzazione NO Fatturare secondo il contratto Periodica
Impresa regala ostacoli o coperte per cavalli senza chiedere pubblicità Liberalità in natura NO per l’ASD NO per l’ASD NO dall’ASD Verbale/ricevuta di acquisizione del bene Nessuna controprestazione
Impresa fornisce ostacoli e in cambio vuole il proprio logo sugli ostacoli Sponsorizzazione in natura NO Gestire come operazione commerciale Il pagamento può essere anche “in natura”
Impresa dice «vi do € 1.000 ma mi serve la fattura» senza volere pubblicità Non inventare una sponsorizzazione , se resta una liberalità NO NO NO Emettere solo attestazione della liberalità La fattura presuppone una vera operazione commerciale

Questo ultimo caso è importante: non si apre una partita IVA e non si emette una fattura solo perché il benefattore dice “mi serve per scaricarla”. Se vuole una fattura, deve esserci una vera prestazione pubblicitaria; altrimenti il versamento resta un’erogazione liberale.

La seconda tabella: basta guardare cosa è stato promesso

Cosa viene concordato prima del pagamento È pubblicità? È sponsorizzazione/commerciale? Solo CF sufficiente? P.IVA Fattura IVA Cosa fare
Nessuna visibilità, nessun servizio NO NO NO NO Trattare come liberalità/contributo
Semplice ringraziamento spontaneo, non concordato NO NO NO NO Nessun contratto pubblicitario
Logo sul sottosella NO Sponsorizzazione
Logo sulle divise NO Sponsorizzazione
Cartello nel campo gara o nel maneggio NO Pubblicità/sponsorizzazione
Post concordati sui social NO Sponsorizzazione
Nome dello sponsor sulla gara o sul trofeo NO Sponsorizzazione
Speaker deve citare l’azienda durante la manifestazione NO Sponsorizzazione
L’ASD deve distribuire volantini dell’impresa NO Prestazione pubblicitaria
Nessun obbligo, ma l’ASD ringrazia il sostenitore dopo la donazione NO NO NO NO Resta liberalità

La Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 57E del 23 giugno 2010 ribadisce proprio che la sponsorizzazione richiede due elementi: denaro o altra utilità dello sponsor e una specifica attività promozionale svolta dall’ASD.

E il limite dei 200.000 euro?
Per una ASD che ha soltanto il codice fiscale, non deve essere utilizzato per decidere se aprire o meno la partita IVA.

I 200.000 euro dell’art. 12, comma 3, del D.Lgs. n. 36/2021 riguardano principalmente il trattamento della spesa in capo all’impresa sponsor: entro quella soglia opera la particolare qualificazione della spesa come pubblicità, quando sono rispettate le condizioni della norma.

Quindi:
sponsorizzazione di € 100 → attività commerciale per l’ASD;
sponsorizzazione di € 5.000 → attività commerciale per l’ASD;
sponsorizzazione di € 200.000 → attività commerciale per l’ASD.
La soglia dei 200.000 euro non è una franchigia IVA e non consente alla ASD di fare sponsorizzazione con il solo codice fiscale.

 3.E la raccolta fondi?
Una piccola ASD può organizzare una raccolta pubblica di fondi occasionale, per esempio durante una manifestazione o una campagna di sensibilizzazione.
Questa è diversa dalla sponsorizzazione: chi versa il denaro non compra uno spazio pubblicitario personale.
Per queste raccolte la normativa degli enti non commerciali prevede uno specifico rendiconto, con relazione illustrativa, da predisporre entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio. L’Agenzia include espressamente tra i soggetti interessati anche le ASD. (Agenzia delle Entrate)

NOTA BENE: non confondiamo questa raccolta fondi occasionale con il limite di due eventi e 51.645,69 euro previsto dalla disciplina collegata al regime della Legge n. 398/1991. Quella è un’altra fattispecie e non è la regola generale da utilizzare per decidere se una ASD con il solo codice fiscale possa ricevere una liberalità. (Agenzia delle Entrate)

Cosa scrivere nel bonifico

Tipo di entrata Causale chiara
Erogazione liberale “Erogazione liberale a sostegno dell’attività istituzionale ASD …, senza controprestazione”
Contributo istituzionale “Contributo per attività sportiva istituzionale ASD …”
Raccolta fondi “Erogazione raccolta fondi manifestazione … del …”
Sponsorizzazione “Corrispettivo contratto di sponsorizzazione del … – fattura n. …”

La causale non può, però, cambiare la realtà. Scrivere “erogazione liberale” e poi mettere per contratto il logo dell’azienda sulle divise non funziona: resta una sponsorizzazione.

La regola finale per il presidente dell’ASD
Prima di accettare i soldi deve fare una sola domanda:

«Chi mi dà questi soldi vuole qualcosa in cambio?»
Se la risposta è NO: liberalità o contributo → solo codice fiscale, niente IVA, niente fattura.
Se la risposta è SÌ, vuole visibilità o pubblicità: sponsorizzazione → partita IVA, attività commerciale e fattura con IVA.
Non conta se sono 100 euro o 10.000 euro. Conta ciò che l’ASD si obbliga a fare in cambio del denaro.

E aggiungerei una regola pratica ancora più semplice per queste piccole realtà: se l’ASD vuole continuare volontariamente ad avere soltanto il codice fiscale, non deve vendere logo, cartelloni, post, nomi di gare o altre forme di visibilità commerciale. Deve limitarsi a quote, vere liberalità, contributi istituzionali e raccolte fondi svolte correttamente. (Agenzia delle Entrate)