La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) introduce importanti riforme sul trattamento di fine rapporto (TFR) che entrano a gamba tesa nelle scelte dei lavoratori e delle lavoratrici. Dal 1° luglio 2026, con un meccanismo di silenzio assenso per l’adesione dei neoassunti ai fondi pensione per i lavoratori privati. Dal 1° gennaio 2026 la riforma complementare obbliga invece il versamento del TFR al Fondo Tesoreria INPS, allargando la platea delle imprese interessate ai datori di lavoro che raggiungono un numero di addetti per il biennio 2026/2027 di almeno 60 addetti, dal 2032 con 40 dipendenti.
Punti fermi (per evitare gli errori più comuni): dal 1° gennaio 2026 cambia la soglia aziendale per l’obbligo di versamento al Fondo Tesoreria INPS: conta la media annua dei lavoratori in forza nell’anno solare precedente e, solo per il biennio 2026–2027, l’obbligo scatta se tale media non è inferiore a 60 addetti (quindi: media 2025 ≥ 60 ⇒ obbligo dal 1° gennaio 2026). Dal 1° gennaio 2028 al 1 gennaio 2031 la soglia diventa 50 addetti (sempre con criterio della media annua dell’anno precedente). Dal 1° gennaio 2032 la soglia diventa 40 addetti (sempre con criterio della media annua dell’anno precedente).
Dal 1° luglio 2026 (non prima) cambia invece il meccanismo per i “di prima assunzione/neoassunti” nel privato: adesione automatica alla previdenza complementare, con finestra di 60 giorni per rinunciare o scegliere altro fondo o mantenere il TFR ex art. 2120 c.c. e le relative conseguenze.